LUIGI CANDONI

(fonti: Prof. Armando Bortolotto, direttore Centro Studi “Luigi Candoni” Udine; Libri-rivista Ora Zero, numeri vari; Rodolfo de Chmielewski; Roberto Bruni; Filippo Crispo)

 

BIOGRAFIA

Nasce il 2 ottobre 1921 a Cedarchis, frazione di Arta Terme (Udine),da Maria Londero ed Enrico Candoni. Negli anni Trenta, la famiglia si trasferisce a Udine. Il padre di Candoni muore nel novembre 1935 all’Asmara.
Luigi, accelerando il corso degli studi, ottiene a 16 anni il diploma di geometra presso l’ITG Zanon di Udine e viene assunto come impiegato presso la Società Friulana di Elettricità. Contemporaneamente si iscrive all’Università a Trieste presso la Facoltà di Economia e Commercio. Nel 1940 partecipa al corso allievi ufficiali di Aosta e presta servizio come sottotenente nel 3° reggimento di Artiglieria Alpina a Gorizia. Nel 1942 viene trasferito con il reggimento a Orano in Algeria. Nel 1943 è di nuovo trasferito prima a Stolpmuende sul Baltico e poi a Sciacca in Sicilia. Qui viene fatto prigioniero, durante lo sbarco degli alleati, e trasferito, come prigioniero di guerra a Washington presso il campo di Fort Meade.
Nel 1945 si laurea in Economia e Commercio, fonda con l’ing. Cola il settimanale di attualità “Quadrante”.
Nell’anno 1954, si trasferisce a Roma.
Questa decisione, “se ebbe in questioni economiche la sua causa immediata, (era infatti rappresentante della sider-Comit, una ditta che vendeva materiali ferrosi), probabilmente ebbe anche un sottinteso culturale: la necessità di ubicarsi in una grande città, presumibilmente più delle città di provincia sensibile agli influssi culturali europei ed extra europei”.
Esponente del teatro d’avanguardia italiano, o meglio, sostenitore della ricerca di nuovi canoni di rappresentazione sia stilistici che tematici, per primo – nel nostro paese – ha tradotto e rappresentato opere di Tennessee Williams, Samuel Beckett, Tankred Dorst, Gerd Oelschlegel, Eugène Ionesco, Friedrich Foster, J.A. Boeck, H.J. Haecker, H. Moers.
Dà vita alla seconda avanguardia italiana, dopo quella di Anton Giulio Bragaglia (sorta nel 1910), dalla quale ereditava lo spirito battagliero, l’anticonformismo, le conquiste scenotecniche, in un periodo a cavallo tra gli anni 50 e 60 in cui il teatro francese di Ionesco, Beckett, Genet, Sartre, in Italia costituiva ancora una scoperta traumatica.
Candoni assurge quindi ad autorevole presenza sulla scena italiana.

Nel 1956 Candoni dà il via all’organizzazione del Festival delle Novità, rassegna teatrale dedicata a opere di autori contemporanei e d’avanguardia. Approfondisce e allarga rapporti e conoscenze con l’ambiente teatrale: attori come Mario Chiocchio, Enzo Tarascio, Renzo Giovanpietro, Camillo Pilotto, Alberto Lupo, Enrico Maria Salerno, Gian Maria Volonté, Silvio Spaccesi, Scilla Gabel, ecc. sono tutti in stretto contatto con la sua attività teatrale. Anche registi come Nico Pepe, Valerio Zurlini, Roberto Guicciardini e Andrea Camilleri e autori quali Maria Rosaria Berardi, Roberto Bruni, Mario Moretti, Roberto Mazzucco, Mario Fratti ed anche Adamov, Williams e Beckett, hanno modo di conoscere e stringere rapporti di amicizia e di collaborazione con Luigi Candoni.

Anno 1958, luglio-settembre, esce il primo numero di Ora Zero, rivista di avanguardia teatrale fondata e diretta da Luigi Candoni:

 “Giunto al suo terzo anno di attività e con il definitivo assetto su base stabile della sua Compagnia, il Centro Teatrale d’Avanguardia inizia la pubblicazione trimestrale di ORA ZEROGiornale di Avanguardia Teatrale.
Su questa rivista, che avrà carattere d’urto e che sarà aperta alla più spregiudicata polemica (volta al rinnovamento dei programmi teatrali e televisivi) verranno ospitati articoli di critica con speciale riferimento alle più ardite conquiste  della scena contemporanea e verranno pubblicate commedie italiane e straniere di autentica avanguardia. …”.

Copertina e bozza della prima pagina

Organizzatore infaticabile, promuove nel 1962, il primo incontro degli scrittori e dei critici televisivi.
Scrive Giovanni Calendoli: “Candoni è arrivato abbastanza presto alle ribalte “ufficiali” del teatro italiano (nel 1953 il Teatro La Fenice di Venezia metteva in scena Un uomo da nulla; nel 1958 il Teatro Stabile di Genova  Desiderio del sabato sera; nel 1963 il Teatro Stabile di Torino Edipo a Hiroshima; nel 1964 il Teatro Stabile di Firenze Sigfrido a Stalingrado); ma non si è fatto illusioni ed ha capito che, se avesse voluto continuare con coerenza la strada intrapresa nella direzione di un rinnovamento di contenuti e di forme, questo teatro “ufficiale” lo avrebbe rifiutato ed allora è divenuto impresario di sé stesso per rappresentare le proprie opere, dando vita ad agili ed agguerrite Compagnie, che apparirono non a torto come formazioni irregolari, animate da una volontà di rottura. Con questa attività , nella quale profuse non poche energie, Candoni si pose effettivamente contro l’establishment teatrale.”

Molte sue commedie, hanno ottenuto premi in concorsi nazionali ed alla televisione.
“Adolfo Hitler”  2° premio al concorso nazionale Goffredo 1947;
“Shakespeare” Segnalazione alle Olimpiadi della Cultura, Genova 1950;
“Il pennacchio di fiamma” Segnalazione al Premio Murano 1952;
“Un uomo da nulla” Premio Murano 1953;
“Desiderio del sabato sera” Segnalazione al Premio Pescara, 1954
“Nessuno è solo” premio Rai-TV 1959;
“Nessuno muore” Segnalazione al Premio Napoli 1959;
“Edipo a Hiroshima” primo premio della Pro Civitate Christiana di Assisi 1961
e premio Istituto Dramma Italiano di St. Vincent 1963;  
“Sigfrido a Stalingrado”, premio nazionale Vallecorsi 1963;
“L’altra diga” premio del Ministro delle Partecipazioni Statali al Vallecorsi 1964;
“Faust a Manhattan” musica di Mario Nascimbene, menzione al Premio Italia 1964;
“Est e ovest vanno a sud”  Affermazione al Premio Betti 1965 e Premio Lentini 1967.
Le sue opere, tradotte in varie lingue, sono state rappresentate in tutto il mondo: dalla Spagna al Belgio, alla Francia, alla Cecoslovacchia, all’Argentina, al Giappone, agli Stati Uniti, al Canada, al Sudafrica. In Italia hanno avuto interpreti di spicco nel panorama teatrale: da Paola Borboni a Valentina Fortunato, Valeria Valeri, Scilla Gabel, Diana Torrieri, Pina Cei, Enrico Maria Salerno, Corrado Pani, Alberto Lupo, Gastone Moschin, Renzo Giovanpietro, Ivo Garrani, Virginio Gazzolo, Renato De Carmine, Mario Chiocchio, Ennio Balbo ed Altri; e sono state dirette da registi determinanti nello sviluppo del teatro del novecento italiano, come Gianfranco De Bosio, Andrea Camilleri, Lucio Chiavarelli, Roberto Guicciardini.
Una grave malattia nel 1967 lo costrinse a lasciare Roma e a ritornare nella sua Udine.
Successivamente  Candoni promuove la nascita di gruppi teatrali Orazero. Nascono così: TEATRO ORAZERO a ROMA, PADOVA, UDINE.

Dal 1970 dà vita all’annuale premio Candoni-Teatro Orazero ad Arta Terme, premio per atti unici con note di versione televisiva e per radiodrammi, che si impone subito a prestigio nazionale.
Ha scritto tre romanzi che compongono la trilogia della “Grande ricerca”: “Valpino”, “Valp l’ultimo eroe”, “La poltrona elettrica”.
In friulano: “Desideri da sabida sera”, “Strissant vie pe gnot (Caino)” e una raccolta di versi: “Lontan da vôi”.
Da ultimo aveva orientato l’attività verso lo sviluppo della didattica e dell’animazione teatrali.
La morte lo colse immaturamente il 13 agosto 1974 al mattino.