5.2. TEATRO ORAZERO – PADOVA

diretto dall’ attore e regista Filippo Crispo

 

         Con la costituzione della Compagnia Teatro Orazero delle Tre Venezie, Direzione artistica Luigi Candoni (Il Resto del Carlino 1 novembre ’69), si debutta, nella sede di Padova, con Dolci Smemorie dello stesso Candoni, per la regia di Costantino De Luca, che dirige gli attori Filippo Crispo, Nietta Saggi, Carlo Gori impegnati in una lunga tournée riscuotendo un successo straordinario e anche alla RAI sede di Trieste.

      Nella detta struttura sono stati chiamati a far parte, per la realizzazione di ulteriori programmi, anche Marisa Mantovani, Mario Chiocchio, Leda Palma, Guido Rebustello, Gaetano Rampin,

Luciano Virgilio.  Nel ‘70/’71 altro successo con La verità dello stesso autore in una nutrita circuitazione e nel prosieguo degli anni si realizza una intensa attività teatrale con testi di alto valore contenutistico. 

      Nel marzo ’74, inoltre si vengono a varare (Il Piccolo di Trieste, 16 marzo) due distinte formazioni di Teatro Orazero rispettivamente con sede: una a Udine, direzione artistica Luigi Candoni e l’altra a Padova con direzione artistica Filippo Crispo, che vanno ad ampliare il quadro operativo culturale e artistico unendosi, idealmente, con le già esistenti sedi di New York, con direzione artistica Mario Fratti; Praga, diretta da Jan Makarius; Roma, diretta da Roberto Bruni.

      Successivamente entra ufficialmente in attività anche la formazione di Vittorio Veneto (Treviso), direzione artistica Franco Santin, che già il 2 sett. ’74 era diventato socio della struttura di Padova.

      Le formazioni dei suddetti centri teatrali sono state sempre totalmente autonomi nella produzione e nello svolgimento dei propri programmi artistici, culturali e tecnico-economici, uniti però dal comune impegno d’ispirazione candoniana”:

  • ricerca e valorizzazione di autori viventi dall’oggettivo valore drammaturgico e tematico;
  • capillare decentramento culturale e teatrale, con particolare attenzione alle zone periferiche: in quegli anni erano operazioni veramente avveniristiche;
  • promozione del teatro-scuola;
  • promozione di concorsi per giovani autori;
  • e, tra le dette formazioni, scambi di studi, di ricerca, di relazioni culturali ed opinioni, incontri.

Ogni centro operativo, pertanto, dà vita ad una propria storia culturale e artistica.

      Nell’arco dei decenni ci si è sempre ispirato al ‘pensiero candoniano’, che ci ha unito nel nostro percorso, attenti al quotidiano divenire culturale, sociale, economico e politico, nel significato etimologico del termine, per cercare di comprendere più a fondo le istanze dell’animo umano nel contesto sociale e poter così proporre le più incisive e adeguate realizzazioni artistiche in una più ampia visione critica possibile.

      Sarebbe troppo lungo illustrare l’intensa attività svolta dal nostro centro di Padova, che fra l’altro risulterebbe alquanto pedantesco e forse anche sterile.

      In sintesi, cito solo alcune realizzazioni e interventi culturali per mettere in evidenza gli incisivi aspetti tematici, di cui ogni opera si è resa portatrice, e attento alla mia visione di interprete e regista per far comprendere che il teatro deve avere la funzione “catartica”, come l’antica tragediografia ci insegna e se dopo oltre duemilacinquecento anni essa ancora è un’eccellenza, un motivo è ovvio che c’è.

Brevemente:

*Dolci Smemorie di Luigi Candoni, all’inizio del nostro percorso: una società priva di amore regredisce allo stato primordiale e i personaggi alla fine dell’opera sono già arrivati allo stadio di animali grugnanti … e a quel punto non vi è più scampo. Bisogna impegnarsi prima, altrimenti ci attende solo il baratro.

*La verità dello stesso Candoni: la ricerca della verità, un gioco grottesco della crudeltà e dell’indifferenza dell’uomo moderno … che però non vuole capire.

*varie azioni teatrali su Francesco Petrarca, a cura di Filippo Crispo: omaggio al sommo poeta.

*azioni sceniche e mimo con attori e pazienti nell’Ospedale Psichiatrico di Gorizia: un’esperienza straordinaria di umanità ed empatia … bisogna individuare il nucleo di luce, che pur c’è, e si apre un mondo.

*Polizia è bello di Roberto Mazzucco: tra il grottesco e il comico, un a poliziotta racconta il suo debutto in veste di sorvegliante ai giardini pubblici, uno specchio su una umanità in movimento.

*Serata con Ionesco, per mettere in evidenza che viviamo in una continua assurdità: 1^tempo, una carrellata sul teatro di Ionesco e 2^tempo, integrale, La lezione dello stesso commediografo.

*La loggia delle satire di Candoni: la vitale e corroborante satira tra gli scritti sociali da Flaubert a Giovenale, da Dostoevskij all’ Aretino, Ruzante, Giordano Bruno, Voltaire.

*intenso decentramento per il territorio veneto, in teatri d’ogni tipo, dai più grandi agli infimi, in spazi innaturali ma avvincenti, sale e salette, perfino nelle fabbriche (il titolare fermava il lavoro e tutti stavano con noi per un’ora), tutto ciò era avveniristico ed eclatante: dibattiti su teatro, cultura, società e con l’ausilio anche di testi più disparati come The zoo story di Edward Albee, L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello, Proibito agli uomini di Roberto Veller, Una data di Giorgio  Buridan ed altre pagine teatrali d’impatto sociale, oltre all’improvvisazioni da commedia dell’arte.

*Canicola di Rosso di San Secondo: specchio dei tormentati personaggi del commediografo.

*Via crucis orazero di Candoni, in teatro e alla RAI sede di Trieste: nelle quattordici stazioni, un quadro drammatico di contenuti storico-sociali contemporanei in parallelo con quelli della tradizione cristiana.

*Le formiche non sono gelose di Agostino Contarello: in un ascensore bloccato, cinque personaggi messi a nudo con le loro aride confessioni, il dramma dell’esistenza, un gioco di frustrazioni.

*Le streghe e Il merito delle donne di Daria Martelli: uno specchio storico su miti e simboli nuovi in cui la donna ha bisogno per esprimere la propria concezione del mondo.

*di L. Candoni ancora testi di grande impegno culturale, sociale e di incisiva teatralità:

    –Le olimpiadi dei clown: una grottesca allegoria con gli ultimi spelacchiati clown;

    –La poltrona elettrica: le effimere vanità di una società in deriva.

    –Sigfrido a Stalingrado: tragedia e dramma dell’incomunicabilità e una società che si

     autodistrugge con la guerra e, nel contempo … un messaggio di speranza.

    –L’altra diga: impegno storico-sociale, la tragedia della diga del Vajont con duemila di morti.

    –Edipo a Hiroshima: severo processo morale e lacerante dramma del pilota che sganciò la bomba

     atomica su Hiroshima e la tragedia delle innumerevoli vittime. (ndr, ancora oggi nel mondo gli

     uomini non vogliono capire: guerre, pulizie etniche, eccidi, crimini belluini e dittature 

     continuano come se nulla fosse: la tragedia è che non hanno vergogna di nulla).

    -Pirandello realtà e parvenza: un incisivo percorso sul teatro pirandelliano.

*Federico Garcia Lorca – La voce, di Filippo Crispo: un viaggio tra i più significativi testi poetici, letterari e teatrali di Lorca.

*Ecerinis di Albertino Mussato: l’intensa tragedia, di stampo senecano, sul tiranno di Padova, Ezzelino III da Romano.

*vari allestimenti teatrali incentrati sui sublimi scritti letterari e poetici del sommo Francesco Petrarca: significativo, altresì, la realizzazione dell’intero Canzoniere, in collaborazione con il Conservatorio di Musica ‘Cesare Pollini’ di Padova, letto in simultanea per l’intera giornata da Filippo Crispo, oltre alla regia, coadiuvato da un folto numero di attori in otto prestigiosi siti storici e d’arte di Padova, con il contributo dei complessi musicali “Stagione Armonica” e “Consort Veneto”, e con la partecipazione di Giorgio Albertazzi, a chiusura, alle ore 21 nel bel Palazzo della Ragione.

>di Luigi Francesco Ruffato: L’olocausto del silenzio, Maria Borgato, Anch’io Milena Zambon, vittime dei campi di concentramento nazisti: in occasione delle “giornate della memoria”.

>Quando Berta filava: uno straordinario coinvolgente affresco storico-sociale ambientato nel 1084 in Montegrotto Terme, in occasione della permanenza di qualche giorno di Enrico IV di Germania con la consorte e il nutrito seguito imperiale.

>Serata d’onore di Ugo Ronfani: un numeroso cast in una coinvolgente affabulazione dialettica artistica-culturale tra un attore all’apice della carriera e un suo amico, anch’egli attore, che ad un certo momento della sua vita abbandona le scene, contestando quel genere di vita: due visioni della professione-attore, una problematica ardua, ambigua, inquietante.  

      A queste opere, si sono aggiunte molte altre, allestite sempre con rigore stilistico e professionalità, tutte immesse in una circuitazione molto ampia e in un entusiasmante decentramento, quest’ultimo in particolare sul territorio veneto.

      Recite effettuate ovunque: nei teatri dei capoluoghi di Provincia e nelle piccole e medie città

dalle Tre Venezie alla Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Toscana, varie recite a Montreal (Canada) con ‘Ritratto con dedica’ di Roberto Veller e ‘L’uomo dal fiore in bocca ‘ di Luigi Pirandello, e via enumerando.

       Molti anche gli artisti (attori, registi, musicisti, danzatori, scenografi) che hanno preso parte alle realizzazioni teatrali. Non potendoli citare tutti per mancanza di spazio, ne cito alcuni a puro titolo d’esempio:

Filippo Crispo (direttore artistico, attore, regista fin dal ‘68), Toni Andreetta (per qualche anno anche presidente per il periodo a formazione cooperativa di Teatro Orazero e Crispo vice), Manuel De Sica, Mario Valdemarin, Marta Altinier, Elisabetta Gardini, Franco Santin, Enzo Spitaleri, Annalisa Mastrogiacomo, Angela Cavo, Luigi Sportelli, Costantino De Luca, Gilmo Bertolini, Gaetano Rampin, Guido Rebustello, Graziano Moro, Anna Meneghelli, Paolo e Giorgio Franciosi, Anna Campisi, Gianni Conversano,  Maurizio Berti,  Francesca Diano, Alda Zannini, Simone Toffanin, Giole Peccenini, il complesso musicale Stagione Armonica e Consort Veneto, Giovanni Toffano, Paolo Muggia, Giancarlo Mellano, Gianni Di Capua, l’Ensemble DramSam con Alessandra Cossi e Paolo Cecere, Fabrizio Castania, Andrea Talpo, J.A.Ragoitia,  la Scuola di Danza Cecchini con  Elisa Bozzzato e Carlo Zaja.  (Padova,11 ottobre 2021)

 

Filippo Crispo

Notizia:

    *Regista, attore, ha pubblicato testi di poesia: Inquietudine, Foglie onde scogli, Frammenti di sinfonia e in dirittura di pubblicazione: Schegge di pietra, Gli invisibili occhi.

    *Docente di dizione, fonetica, lettura espressiva, recitazione, storia del teatro, arte del palcoscenico e regista delle opere classiche messe in scena dall’anno scolastico 1983/’84  al 2019/’20 (’20-’21:interruzione a causa della pandemia) presso il Liceo Classico Tito Livio di Padova: meticoloso lavoro  sull’uso della voce e sull’ “arte del teatro e del palcoscenico”, teatro quale coinvolgente azione propedeutica per l’elevazione umana della persona e straordinario strumento di socializzazione.

    *Personale creatore dei “circuiti” per le rappresentazioni delle opere che ogni anno sono state allestite: ovunque, ad ogni esibizioni, i giovani hanno sempre riscosso applausi ed elogi per la loro meticolosa preparazione professionale: entusiasti pubblico e studiosi.

    *Nel 1983, furono proprio la Prof. F. Salvagno e il Preside Molfese del Tito Livio ad invitare Filippo Crispo ad elaborare un progetto artistico-culturale-professionale  per il Liceo Classico Tito Livio e che lo stesso Crispo denominò Laboratorio di Teatro Classico Antico e a lui fu affidata la “meticolosa preparazione degli allievi ‘nell’arte teatro’ e non la recitina” (loro testuali parole), per un incisivo “teatro “con” gli studenti e non “per” gli studenti” (loro testuali parole), con finalità, altresì, di uscire dall’ambito scolastico (sollecitando il Regista Crispo a far ciò) e proporre il gruppo professionalmente preparato alla città e ovunque vi fosse richiesta di cultura teatrale e umanistica: tenendo sempre presente  “il rigore dell’arte teatrale e la tecnica del palcoscenico per la promozione della cultura umanistica di cui il teatro classico antico è una delle fondamentali basi” (loto testuali parole): progettualità condivisa, rispettata e sempre tesa ai migliori risultati.   

    *Significativa e prestigiosa è sempre stata la partecipazione, da molti anni, al Festival Internazionale del Teatro Classico a Palazzolo Acreide (Siracusa) organizzata, congiuntamente agli spettacoli del Teatro Greco di Siracusa, dall’INDA –Istituto Nazionale del Dramma Antico:

l’INDA è l’unico nel mondo con un così alto prestigio.

    *ha curato Theatron – Viaggio nel Laboratorio di Teatro Classico Antico -1983-2010

(1° volume, edito nel maggio 2010): meticoloso scandaglio critico e di ricerca su tutto ciò che è stato realizzato in quell’arco di tempo e sta per ultimare il 2° volume: dal 2011/2021).

    *curatore del volume Angelo Beolco detto Ruzante edito nel 1995 dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova.

    *nel 1978 -’79 – ’80- ‘81: ‘percorso di lettura espressiva e dinamiche teatrali’ con studenti di Istituti Superiori di Udine, coordinati dal Prof. Armando Bortolotto, incentrando il lavoro sulla ‘nascita del teatro e il teatro d’impegno storico-sociale’; e successivamente messa in scena de

‘La poltrona elettrica’, ‘Edipo a Hiroshima’, ‘L’altra diga -il Vajont’ del commediografo friulano Luigi Candoni;

    *nel 1980-’81-’82: Laboratorio di Teatro Moderno per il gruppo di studenti del “Belzoni” di Padova (referente prof. Giovanni Gaianigo);

    *nel 1994: percorso di ‘lettura espressiva e dinamiche teatrali’ per il gruppo di studenti del Ist. Magistrale “Duca D’Aosta” di Padova, conclusosi con l’applaudito saggio finale Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters (referente prof. Sandro Marini);

    *dal 1989 al 2018: regista-attore-curatore delle azioni sceniche teatro-musica-danza nell’annuale Concorso Viscidi presieduto dal Prof. Giuliano Pisani, Presidente dell’Ass.ne Nazionale di Cultura Classica sede di Padova.

     *Condirettore artistico e organizzativo, insieme al prof. Giovanni Calendoli (fondatore dell’Istituto di Storia del Teatro e dello spettacolo dell’Università di Padova), delle quattro Giornate Internazionali del Ruzante, negli anni 1983, ’87, 92, ’95: convegni con relatori delle Università

italiane-europee-americane-russe, mostre, concerti e rappresentazioni teatrali con compagnie locali, nazionali e straniere. “Giornate” promosse e sostenute dal Comune di Padova – Assessorato alla Cultura.

Interprete e regista di opere che vanno dalla tragedia greca al teatro contemporaneo e di ricerca.

Suoi maestri: Rino Genovesi, Eduardo De Filippo, Orazio Costa Giovangigli, Alessandro Fersen.

    *Scuola e protagonista di molti lavori teatrali dell’allora Teatro dell’Università di Padova diretto da Costantino De Luca: Commissione presieduta dai prof. Carlo Diano, Giuseppe Flores d’Arcais, Giovanni Calendoli, Michele Arslan, Gianfranco Folena, dell’Università di Padova. Formazione culturale classica e filosofica.

Varie azioni sceniche come “teatro-terapia” con i pazienti dei prof. Romano e Basaglia (Gorizia-Trieste) e sotto la loro direzione. 

    *Registrazione di commedie radiofoniche presso la sede RAI di Trieste.

    *Voce per vari documentari e CD professionali. Voce recitante in prestigiosi complessi orchestrali, tra i quali anche il Consort Veneto, specialista di musica antica, e l’Orchestra di Mosca.

    *Nel gennaio 2005, con cerimonia nell’Aula Magna dell’Università di Padova, è stato insignito del titolo di “Padovano eccellente” riservato “a coloro che hanno onorato la propria città con le opere dell’ingegno, del lavoro, della cultura, del commercio, dell’intelletto”.

    *Azione scenica a Viareggio nel ‘68, con la partecipazione straordinaria di Marta Abba, per un evento-omaggio a Rosso di San Secondo, organizzato dalla vedova di Rosso e Università di Padova, e con la partecipazione scientifica del Prof. Giuseppe Flores d’Arcais: testi in azione scenica

“Il dramma, la commedia, la farsa” di Luigi Antonelli e “Il viaggiatore senza bagaglio” di Jean Anouilh.

    *Operatore artistico-teatrale per molti anni del “Premio Nazionale Candoni Teatro Orazero”, ad Arta Terme (Udine), per la valorizzazione della drammaturgia italiana; tra i premiati, ad esempio: Dacia Maraini, Vico Faggi, Gennaro Aceto, Albini, etc., etc.

    *Molti i corsi di “dizione, musicalità della parola, lettura espressiva, espressività corporea” e sul tema “regista e attore servitori dell’arte”, come diceva sempre O.C. Giovangigli, rivolti a giovani e adulti, insegnanti, amministratori delegati, dirigenti: organizzati da privati ed enti per le loro specificità professionali: ad esempio, Ascom, Confindustria, Federazione Coldiretti/Manager.

Per anziani: “Il teatro e la parola fonte di energia e vita” organizzato dal Comune di Padova-Assessorato ai Servizi Sociali.

    *Partecipazioni, con la propria compagnia professionale teatrale Teatro Orazero, al Festival di Sant’Arcangelo di Romagna per il teatro di ricerca, allo Stabile di Trieste, allora diretto da Nuccio Messina. Nutrito medagliere e coppe per riconoscimenti artistici.

    *Socio fondatore e attore dell’allora Cooperativa Teatro Stabile di Padova, formazione professionale di livello nazionale, diretta da Pierantonio Barbieri e consulente culturale l’esimio grecista dell’Università di Padova Carlo Diano (fra i vari scritturati della Coop.: Foà, Loiodice, Tieri, Masiero, Zareschi, etc. etc.): per due anni consecutivi è stato vinto il “biglietto d’oro nazionale” per l’affluenza di pubblico a pagamento.

    *Per molti anni al Telegiornale RTR ‘Telecarlino’ de “Il Resto del Carlino”.

    *Collaboratore di Hystrio, prestigiosa rivista nazionale di teatro e di spettacolo, diretta da Ugo Ronfani -il titolo Hystrio è stato coniato espressamente per noi da Mario Luzi: inaugurazione nazionale al Teatro Verdi con la messa in scena di Serata d’onore di Ronfani, interpretata e diretta,  

con un numeroso cast, da F. Crispo, madrina Marina Malfatti e ospiti d’onore: Alida Valli, Peppe Barra, Luigi Maria Musati, Aldo Reggiani.

    *Per molte edizioni, Membro della Giuria Internazionale al “Montegrotto Europa – Premio Internazionale per il Teatro”, Presidente Ugo Ronfani: una settimana di lavoro ad ogni edizione; in Giuria, fra gli altri: G. Calendoli, A. Bisicchia, G. Bosetti, G. Giachetti, S. Sequi, G. Geron, A. Calenda, M. Bernardi, C.M. Pensa, A. Innocenti, C. Cook, M. Bozonnet, G. Jaeckel; 

tra i premiati, con grande manifestazione e spettacolo conclusivi di volta in volta:

  1. Gassman, G. Proietti, U. Orsini, M. Melato, Vaclav Havel, D. Fò, Vanessa Redgrave, etc.-

    *Per vari anni Membro di Giuria del Festival Nazionale di Teatro ‘Maschera d’Oro’ di Vicenza.

Co-fondatore e Direttore Artistico della Rassegna Internazionale di Teatro Classico Antico Città di Padova (giunta alla XXXIV edizione nel 2019: dal 2020 al 2021 sospesa per la nota “pandemia”). 

    *Direttore Artistico, e regista, oltre che produttore e responsabile organizzativo, di Teatro Orazero Padova, fondato a Roma nel 1957 dal commediografo Luigi Candoni: con Teatro Orazero ha effettuato anche recite per il Teatro Stabile di Trieste (Presidente: Nuccio Messina). Per Teatro Orazero Padova hanno lavorato: ad esempio, Manuel De Sica (musiche), e attori Mario Valdemarin, Paola Dapino, Luigi Sportelli, Angela Cavo prima soubrette di Macario, etc.  Il Teatro Orazero fu fondato con il compito primario per la valorizzazione delle novità teatrali italiane: famoso, appunto, il “Festival delle novità”. Successivamente si crearono quattro sedi interconnesse: Roma, direzione

Luigi Candoni e Roberto Bruni; Udine, direzione L. Candoni; New York, direzione Mario Fratti; Vittorio Veneto, direzione Franco Santin; Padova, direzione F. Crispo.

    *Esperto di tecnica organizzativa dello spettacolo per la formulazione di programmi artistico-culturali per enti pubblici e privati.

    *Ideatore e operatore artistico di incisivi programmi culturali per la città di Padova (numerosi i testi elaborati e dedicati a Patavium: letteratura, storia, arte, teatro, etc.). 

    *Tournée in Italia e all’estero: Lugano, Francoforte, Monaco, Iasi, Krkow, Rzeszow, Katovice, Montreal, Quebec, Toronto, etc.-

Alcuni

tra i più importanti lavori teatrali interpretati e portati in scena:

-da regista e protagonista:

Il berretto a sonagli, L’uomo dal fiore in bocca, L’altro figlio, La patente, La giara, Questa sera si recita a soggetto, All’uscita: di Pirandello

Serata d’onore: di Ugo Ronfani; Ritratto con dedica: di Roberto Veller

Le Streghe: di Daria Martelli; Lo sciopero del Vescovo: di Agostino Contarello

Edipo a Hiroshima, L’altra diga (la tragedia Vajont): di Luigi Candoni

Bariona o il figlio del tuono: di Jean Paul Sartre

-Televisione, per Channel 3 – Sky 782: L’olocausto del silenzio-Placido Cortese e Giuseppe Talierco in trasposizione televisiva su testo di Francesco Ruffato.

-regista e attore, con la partecipazione di Giorgio Albertazzi e un folto gruppo di attori, della Giornata Patavina di Cultura con il Canzoniere di Francesco Petrarca.  

da protagonista:

La bella addormentata nel bosco: di Pier Maria Rosso di San Secondo

La lezione, Le sedie: di Ionesco; Aspettando Godot: di Samuel Beckett

Una data: di Giorgio Buridan; Il trifoglio fiorito: di Rafael Alberti;

Adelchi: di A. Manzoni; Testa di papero: di G. Ciprian

Liolà: di Pirandello; Porta chiusa: di J.P. Sartre;

La verità, Dolci Smemorie, La loggia delle satire, Olimpiadi dei clown: di Luigi Candoni;

Italia la mondana, Il mostro, Le formiche non sono gelose: di A. Contarello

-da regista-protagonista-curatore del testo:

Rapsodie vernacolari; Francesco Petrarca poeta; Epicuro; Leopardi e il sogno; Rinascimento e poesia; Plutarco docet; Federico Garcia Lorca La Voce;

Il magnifico tiranno: Ezzelino III da Romano tra mito storia letteratura; Savonarola; 

Il Tiranno e il Santo: Ezzelino III e Antonio da Lisbona, potere e religiosità nel ‘200 veneto.

-da co-protagonista:

Re Cervo: di G. Gozzi; Danza macabra: di M. De Ghelderode

Minni la candida: di M. Bontempelli; Il valzer dei toreador di J. Anouilh.

-da regista e docente di dizione, fonetica, lettura espressiva, recitazione, arte del palcoscenico  

al Laboratorio di Teatro Classico Antico presso il Liceo Classico Tito Livio di Padova

con la messa in scena di un’opera ogni anno (laboratorio dal 1983 al 2019, 2019-’20: interruzione de I Persiani di Eschilo a causa della pandemia):

-Euripide: Le Troiane, Il Ciclope, Elena, Ifigenia in Aulide, Le Baccanti, Andromaca,  

                Eraclidi, Ifigenia in Tauride, Alcesti; Medea, Le Fenicie;

-Eschilo: Prometeo incatenato, Le Eumenidi, Le Supplici, Le Coefore, I Sette contro Tebe;

                I Persiani (interrotti il 27.2.’20 a causa della pandemia);

-Aristofane: Ecclesiazuse, Gli Acarnesi, I Cavalieri, Le donne a parlamento, Le donne alla 

                   festa di Demetra, Le Vespe, La Pace, Le Nuvole, Pluto;    

-Terenzio: Adelphoe;

-Teocrito ed Eroda: Amore … ieri oggi domani;

-Menandro: L’intrattabile;

-Platone: Chi non è né bello né buono né saggio (dal Simposio);

-Sofocle (da Le orme) e Omero (da Inni Omerici): La tartaruga le vacche la musica;

-Anonimo del V sec. d.C.: Querolus

-Plauto: La commedia degli asini, Le tre monete;

-Seneca: Ottavia.

 

 

Spigolature di Rassegna stampa: